Quali sono le prime associazioni di pensiero che vengono in mente pensando a Mestre?
Gira tutto intorno a questa domanda la grande sfida per il rilancio del centro mestrino, capoluogo della terraferma veneziana. Prevale il racconto delle dinamiche legate al degrado e all’insicurezza oppure le sensazioni di benessere e qualità della vita?
Purtroppo, è del tutto evidente che i grandi incompiuti urbani, i fatti di cronaca e la realtà per come appare agli occhi dei residenti, degli imprenditori e dei turisti faccia pendere l’ago della bilancia a favore degli aspetti negativi piuttosto che dalla parte dei positivi.
E allora, se questa è la realtà, come rigenerare un centro che ha sempre la sensazione di essere posizionato esattamente sul confine tra ripartenza e caduta, tra presentazione del meglio che può offrire e del peggio che Mestre oggi rappresenta?
Il salotto buono della Città è ancora il cuore pulsante o, piuttosto, il riassunto di tanti sforzi incompiuti?
Ovviamente, la prima cosa da dire è che, se non ci vogliamo arrendere e restare in balìa degli eventi, ognuno deve fare la propria parte.
E quindi ancora, qual è la nostra parte?
Noi siamo l’associazione di categoria che rappresenta il commercio e quindi di questo ci dobbiamo occupare senza dimenticare che la difesa di interessi specifici si inserisce all’interno di un quadro più ampio, riconoscendo che un ruolo e una funzione è tanto più importante quanto lo è la consapevolezza del mondo che la circonda. Ecco, forse quest’ultimo assunto non è chiaro a tutti gli attori, più o meno protagonisti, della Città.
Cosa vogliamo dire con questo? Una cosa molto semplice: a ognuno il suo. E, con molto rispetto, diciamo che la discussione del commercio e la discussione sulla Città vanno di pari passo. É per questo che abbiamo voluto fortemente il progetto Mestre Next in completa rottura con il racconto di sensazioni e percezioni: infatti, stiamo facendo raccogliere a partner qualificati a livello nazionale i dati qualitativi e quantitativi sulle dinamiche economiche, patrimoniali e sociali del centro urbano. Emergeranno, ma questa volta supportate scientificamente, dinamiche in alcuni casi ovvie a tutti e, in altri casi, spunti e riflessioni capaci di far leggere a tutti (sì, i dati noi li condivideremo) come la Città è cambiata e in quale direzione sta andando.
Solo a quel punto presenteremo un piano di rilancio che sottoporremo prima all’attenzione degli organismi Confesercenti (vista la portata, dal livello nazionale fino al nostro livello territoriale) e poi alla Città. Sono sicuro che i primi a beneficiarne saranno i commercianti e gli esercenti mestrini e, in particolar modo, chi vorrà aprire una attività a Mestre (non temete, nonostante i gufi, sono molti quelli che hanno voglia di lanciare la sfida).
A seguire il sistema turistico che altro non è che una grande opportunità non ancora neanche lontanamente sfruttata. Infine, ne beneficeranno i grandi buchi neri della Città, i più tecnicamente definiti “vuoti urbani”, “incompiuti”, “spazi senza vocazione”, che non possiamo più permetterci di lasciare tali. Perché, se è vero che la Città non è solo commercio, è altrettanto vero che il commercio risente delle negatività della Città.
Alvise Canniello
Direttore Confesercenti Metropolitana Venezia Rovigo
