Osservatorio del Commercio: Mestre ancora maglia nera

Osservatorio del Commercio: Mestre ancora maglia nera

944 attività commerciali analizzate, 54 vie del centro, 581 esercizi pubblici e commerciali, 216 quelli sfitti, raddoppiati rispetto al 2012. È quanto è emerso dall’Osservatorio sul commercio presentato da Confesercenti Venezia grazie alla collaborazione con l’Associazione culturale Il Cantiere, che si è focalizzato sul cuore di Mestre e che, rispetto all’indagine realizzata da Confesercenti quattro anni fa, purtroppo registra un peggioramento dell’offerta commerciale e della sua tenuta.

I problemi delle attività commerciali a Mestre

“La città sta continuando a perdere attrattività non solo per i consumi, ma soprattutto agli occhi degli investitori. Non ci sono, infatti, attrattori sostanziosi che possano essere appetibili ma un’offerta commerciale piatta, nonostante in realtà la città di Mestre si stia modificando da un punto di vista della qualità urbana”, spiega Maurizio Franceschi, Direttore Confesercenti Venezia. “La città continua a perdere occasioni di rilancio, come il mancato accordo per la Stazione o lo stallo relativo all’area dell’ex Umberto I. Da tempo diciamo che manca un coordinamento tra pubblico e privato che sappia progettare la città in modo unitario, non frammentario come invece stiamo vedendo.”

Il censimento realizzato da Alvise Canniello, presidente dell’Associazione Il Cantiere, fotografa con estrema puntualità una città la cui offerta commerciale è frammentata e basata sul Dati commercio Mestre 2016 | Confesercenti Veneziafranchising, caratteristica che, spiega Canniello, è più consona ai centri commerciali piuttosto che ad un centro urbano. Neppure la qualità dei ristoranti, tipicamente variegata e di buona qualità nei centri urbani, è appetibile.  A via Verdi e alla Riviera va il record negativo di negozi sfitti.

“Possiamo notare – spiega infine Canniello – come generalmente si riscontri una diffusa polivalenza o de-specializzazione, dell’area oggetto di studio con una elevata dispersione delle attività, sia spaziale che funzionale”.

Cosa fare? Le proposte di Confesercenti

Per Michele Lacchin, Ufficio Studi Confesercenti Venezia, grazie ai dati raccolti anche da questa indagine emerge che la città ha risorse e forze della società civile che  potrebbero essere coordinate per la creazione di un Osservatorio sul Commercio a livello comunale, con la georeferenziazione dei dati raccolti.

“Di fronte a questa immagine di Mestre – conclude il Direttore – sollecitiamo ancora una volta la costituzione di un partenariato pubblico/privato sul modello di quelli previsti per i Distretto del Commercio”.

Leggi qui l’indagine completa.

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