Uno studio sulle locazioni extralberghiere della terraferma veneziana. E’ stato questo il centro del tavolo tecnico con gli operatori del settore che la CNA Metropolitana di Venezia ha organizzato in collaborazione con ABBAV, l’associazione che raggruppa appunto i gestori di B&B, locazioni turistiche e
case vacanza.
Si tratta della prima fase di una ricerca che – come ha spiegato il direttore CNA per l’area comunale veneziana Roberto Paladini – ha previsto la somministrazione di un questionario alle locazioni extralberghiere del Comune di Venezia, a cui hanno risposto una cinquantina di attività di Carpenedo, Favaro, Marghera e Chirignago.
L’iniziativa si inquadra a sua volta nell’ambito di Mestre Next, progetto di riqualificazione urbana coordinato da Confesercenti e finanziato dalla Camera di Commercio. «Si è trattato di un focus molto importante» ha osservato Alvise Canniello, direttore metropolitano di Confesercenti, molto utile «per indagare le dinamiche economiche, sociali e patrimoniali del centro di Mestre».
Per di più guardando a un settore – ha fatto notare Alberto Capuzzo, direttore di Camera Servizi in rappresentanza della Camera di Commercio – «che è
limitante ridurre alle sole dimensioni di alloggi e ristorazione, ma che va esaminato in una prospettiva più ampia».
Perchè su Mestre?
Il fatto che l’analisi si sia concentrata su Mestre inoltre, secondo il direttore della Fondazione di Venezia Giovanni Dell’Olivo, «aiuta a considerare la necessità che non solo la città d’acqua ma tutto il territorio limitrofo sia dotato di capacità attrattive autonome».
I dati
In estrema sintesi, la fotografia fatta dal questionario sottoposto agli operatori dice che si tratta di realtà che agiscono prevalentemente su una sola struttura (il 73%) che in generale (49% degli intervistati) non supera i cinque posti letto; in maggioranza (51%) accolgono gli ospiti per non più di due notti: il classico short stay. Sono aperte per la maggior parte dell’anno (il 63% supera i 250
giorni) e per lo più gestite direttamente, senza collaboratori (54%).
A riguardo, per il vicesindaco del Comune di Venezia Andrea Tomaello «gli affitti brevi non vanno demonizzati, ma trasformati in una opportunità, e l’Amministrazione ha il compito di dare regole chiare, trovare il giusto equilibrio e programmare, affinché tutta la città ne guadagni».
