Per il weekend lungo di Natale e Santo Stefano, tra il 24 ed il 26 dicembre, i ristoranti veneziani stanno ricevendo delle prenotazioni in linea con il 2022. Un buon risultato che lascia ben sperare per l’andamento del periodo delle festività invernali, uno dei più importanti per le imprese del turismo.
Il dato stimato, infatti, è in leggero aumento(+ 3%) rispetto al 2019. Una crescita dovuta anche al calendario: nel 2023 Santo Stefano cade di martedì, mentre nel 2021 è stato di domenica, accorciando di un giorno il periodo sfruttabile per un viaggio da parte dei turisti italiani.
Complessivamente, per il periodo delle feste Assoturismo stima le presenze +4,2 % rispetto al 2021 e -4% rispetto al 2022. Una crescita trainata dall’incremento delle presenze estere (+19,5%).
Emiliano Biraku, vice presidente Confesercenti Metropolitana Venezia Rovigo afferma: “Tuttavia i pubblici esercizi durante l’autunno 2023 hanno registrato un calo del -12% rispetto al 2022, in controtendenza con le presenze nelle strutture ricettive. Il maggior calo è stato dal 20 novembre fino al 7 dicembre. Dopo il ponte dell’Immacolata ci si aspetta un altro calo per i pubblici esercizi fino al 24 dicembre. Diciamo che il 2022 è stato l’anno d’oro per i pubblici esercizi e il 2023 per le attività ricettive.
Una buona notizia per il comparto che, dopo una buona estate, ha attraversato un autunno non privo di difficoltà e condizionato dal caro-energia: alcune imprese sono state costrette ad anticipare la chiusura stagionale o a sospendere l’attività nei periodi di bassa stagione per l’aumento dei costi di gestione. Sui mercati turistici, però, la voglia di partire non manca.
Cosa troveremo sulla tavola per il pranzo di Natale?
Fra gli antipasti va senza dubbio ricordato il classico tagliere di salumi e formaggi prodotti localmente. Sono molte le eccellenze del territorio che troviamo sulle nostre tavole, come la soppressa vicentina o il prosciutto veneto Berico Euganeo. Tra i formaggi prodotti, invece, non possiamo non ricordare l’Asiago, la Casatella trevigiana o il Montasio. Un altro antipasto immancabile sulle tavole venete è la polenta a fette grigliata, servita con salsiccia accompagnata da funghi trifolati. La degustazione degli antipasti passa anche attraverso una proposta di pesce, in grado di esaltare il sapore di un piccolo pesce azzurro: le sarde in saor.
I bigoli sono un primo piatto tradizionale molto richiesto sulla tavola natalizia con il condimento a base di cipolla, alici e olio. Una valida alternativa sono gli gnocchi al sugo d’anatra. Anche il Veneto ha i suoi tortellini e sono quelli di Valeggio sul Mincio, con ripieno di carni miste e prosciutto e serviti con il brodo di cappone. Un’alternativa vegetariana è il risotto al Radicchio rosso di Treviso e grana padano: due eccellenze prodotte esclusivamente in Veneto. Una ricetta semplice per tutti i palati!
Come seconda portata è immancabile il lesso. Che sia gallina, cappone, manzo o, la più gustosa, lingua salmistrata, viene sempre accompagnato da svariate salse, tra le quali il cren, la salsa verde e la mostarda veneta, a base di mela cotogna, frutta candita e senape. Viene solitamente accompagnato con purè di patate. Per un menù natalizio a base di pesce, il baccalà mantecato a lungo nel latte e solitamente accompagnato da polenta, è una valida proposta.

