Venezia-Firenze nel post covid

Venezia-Firenze nel post covid
Si rafforza con un nuovo incontro nella città toscana, l’asse Venezia – Firenze per stilare misure e soluzioni comuni nelle due principali città d’arte italiane, capoluoghi metropolitani, in questa fase di post-Covid.
Confesercenti Metropolitana Venezia Rovigo, insieme ai colleghi di Firenze, e con la partecipazione dei due assesori allo sviluppo economico dei comuni di Venezia e Firenze, ha promosso un secondo incontro, dopo quello avvenuto in primavera, per contribuire alla rigenerazione urbana, coniugando in modo innovativo turismo, ambiente, cultura, servizi, tecnologia, commercio e residenzialità.
Il post Covid è l’occasione giusta per cambiare. La vocazione turistica della nostra città c’è e va mantenuta, così come vediamo accadere a Firenze e in altre città d’arte italiane, ma l’industria turistica deve essere fondata su qualità, cultura, identità e legame con il territorio, per fare in modo che sia l’offerta a produrre la domanda e non viceversa, come invece oggi accade. La paccottiglia dei negozi risponde ad una domanda di mercato: un turismo del mordi fuggi e della mancata gestione dei flussi”.
E’ intervenuto così Emiliano Biraku, coordinatore Confesercenti in centro storico, all’incontro di Firenze
La prima evidenza sotto gli occhi di tutti, è l’urgente gestione dei flussi turistici avvalendosi di sistemi digitali (Smart Control Room) che prevedano la prenotazione degli arrivi. Sarà inoltre necessario creare misure di regolamentazione dell’esercizio di attività commerciali ai fini della loro compatibilità con le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale delle aree di pregio delle città, introducendo limiti o divieti specifici anche con riferimento a codici ATECO e caratteristiche peculiari dei beni in commercio. Chiediamo inoltre incentivi e una tassazione di vantaggio per quelle imprese che creano valore e lavorano a favore dei residenti, mettendole in grado di competere con quelle marcatamente più turistiche”.
Simone Venturini,  assessore al turismo e allo sviluppo economico del Comune di Venezia ha dichiarato: “Riconoscere la specificità delle nostre città d’arte significa capire che servono norme dedicate per poter incidere concretamente sulla gestione dei flussi turistici, sul commercio e sulle affittanze turistiche brevi, innalzandone il livello e bilanciando così le esigenze dei visitatori con quelle dei residenti. Intorno a questi temi vige oggi una totale ‘deregulation’ che penalizza i centri storici. Solo attraverso l’introduzione di nuovi strumenti normativi nazionali Venezia, Firenze e tutte le altre città d’arte italiane rimarranno vive, e soprattutto vitali, sotto il profilo lavorativo e sociale, difendendo allo stesso tempo le eccellenze artigiane, economiche ed enogastronomiche che il mondo ci invidia“.

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