“Salva Venezia”: diminuite le sanzioni, ma si cambi il Patto di stabilità

“Salva Venezia”: diminuite le sanzioni, ma si cambi il Patto di stabilità

Il pressing sul Governo, che fino all’ultimo aveva detto no all’emendamento, ha funzionato: le sanzioni per l’uscita dal Patto di stabilità del Comune di Venezia scendono da 60 a 17 milioni di euro e gli stipendi dei comunali sono salvi. Le casse comunali restano tuttavia in rosso, anche se “il buco” scende da 95 a 52 milioni di euro. Ora dovrà partire nuovamente la trattativa con Roma, perchè il “Salva Venezia” da solo non basta, per poter redigere il bilancio 2015 e governare la città è necessario il via libera al piano di riequilibrio finanziario presentato nelle scorse settimane alla Presidenza del Consiglio.

Soddisfatta per la soluzione arrivata “in extremis“,  la Confesercenti ricorda tuttavia come la città aspetti una soluzione strutturale ai suoi problemi di bilancio. E’ però indilazionabile prendere atto che alcune incomprensibili penalizzazioni che derivano dal meccanismo stesso del Patto di stabilità, devono assolutamente essere rimosse.

 Si cambi il Patto di stabilità

La modifica del Patto è del resto una richiesta che accomuna Venezia a molti altri Enti Locali italiani che hanno sperimentato le incongruenze e le contraddizioni di una norma palesemente inadeguata. Nel caso di Venezia però, le difficoltà sono addirittura moltiplicate poiché, nel calcolo che definisce gli obiettivi da rispettare, non entrano solo, come negli altri Comuni, le risorse derivanti dai trasferimenti ordinari, ma anche risorse derivanti da fonti particolari, come la Legge Speciale o il Casinò, e non solo, che oggi sono ridotte ai minimi termini. Per questo è materialmente impossibile, o quasi, per il Comune rispettare obiettivi definiti in un’epoca di ben maggiori entrate.

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