Grazie alle pressioni dell’Associazione dei free-lance e di gran parte del Parlamento, il Governo ha rimediato all’autogol sulle Partite Iva, inserendo nel “Milleproproghe” alcuni emendamenti che correggono gli “scivoloni” fatti a discapito dello svariato mondo di giovani professionisti (grafici, giornalisti, architetti, psicologi, traduttori, etc.).  Per ora dureranno il tempo di un anno, poi si vedrà come sistemare definitivamente la questione.

Per il 2015 ci sarà  una triplice possibilità di scelta

Le partita Iva che guadagnano fino a 30 mila euro potranno scegliere per tutto l’anno in corso tra il nuovo regime dei minimi con l’aliquota forfettaria al 15% (Punto 1) o il vecchio regime al 5%, con il limite fino a 5 anni o al raggiungimento del 35esimo anno d’età (Punto 2).

1. Nuovo regime dei Minimi secondo la Legge di stabilità 2015 con:

  • l’imposta forfettaria: non sarà più del 5%, bensì del 15% l’imposta sostitutiva che raggruppa Irpef, Irap, IVA e addizionali comunali e regionali;
  • i requisiti di accesso: la soglia massima di fatturato annuo varierà, sì, a seconda del tipo di attività, tra i 15mila e i 40mila€ annui, ma per la maggior parte dei professionisti sarà dimezzata, da 30.000€ a 15.000€;
  • il calcolo dell’imponibile: il reddito imponibile sarà determinato da un coefficiente di redditività, anche questo diverso a seconda dell’attività (ad esempio, il coefficiente per i professionisti è del 78%); quindi non si calcola più in base alla differenza tra costi e ricavi;
  • il limite temporale e di età: verrà abrogato, perciò si potrà continuare ad avvalersi di questo regime forfettario fino a quando si rispetterà il limite di reddito;

2. Vecchio regime dei Minimi: si potrà mantenere, qualora lo si sia già scelto al momento dell’apertura della partita iva, il vecchio Regime dei Minimi con un’imposta secca del 5% che prevede un limite massimo di 5 anni o il raggiungimento dei 35 anni di età.

3. E quelli ancora antecedenti

Ai vecchi minimi si affianca quello ancor precedente (legge 244 del 2007), che in sostanza elimina il discorso dell’età, prevede sempre un limite dei ricavi di 30 mila euro e pone l’aliquota sostitutiva al 20%. In questo caso, i contribuenti non devono aver avuto lavoratori dipendenti o collaboratori; non hanno effettuato cessioni all’esportazione; non hanno erogato utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoro; non hanno acquistato beni strumentali oltre 15mila euro nel triennio precedente all’anno fiscale.