Tassa di soggiorno: creare un fondo per le imprese

Tassa di soggiorno: creare un fondo per le imprese

Circa 780 milioni di euro sottratti in tre anni ai consumi turistici. E’ questo il bilancio dell’applicazione della tassa di soggiorno, ripristinata in Italia a partire dal 2012 e a Roma già dal 2011. Un’imposta nata con lo scopo di assicurare agli Enti locali le risorse per potenziare i servizi turistici, migliorare l’offerta culturale e i servizi pubblici, ma che ha finito per essere interpretata quale uno dei tanti canali di finanziamento degli Enti locali, trasformandosi da tassa pro turismo a tassa sui turisti.

“Anche nel 2014 in Veneto, prima regione per arrivi e partenze, il turismo è andato bene con gli stranieri in forte crescita – fa sapere Francesco Mattiazzo, Presidente Assoturismo Veneto di Confesercenti – Il turismo veneto è tre volte l’agricoltura, ma purtroppo la tassa di soggiorno, davvero incomprensibile per il mondo delle imprese, ha creato dei veri e propri danni in tante zone del territorio, tra quei comuni che la applicano ed altri no, ciascuno a proprio piacimento “.

Assoturismo e Confesercenti, in occasione della presentazione del dossier sulla tassa di soggiorno, chiedono che parte dei soldi riscossi dai comuni sia destinata alla riqualificazione delle imprese turistiche e dei servizi in grado di “coccolare” il turista e di fidelizzarlo. Come farlo?

 

IMG_1417“Attraverso lo strumento “Cassa di deposito e prestiti” con un fondo di rotazione a sostegno del turismo  – fa sapere Maurizio Francescon, responsabile del turismo per Confesercenti Veneto – Segnaliamo inoltre che tra le priorità per il turismo regionale c’è la realizzazione di un vero collegamento tra i tre principali aeroporti veneti e la riqualificazione delle strutture turistiche in base alle richieste del turista, che non viene in Veneto solo per il mare o la montagna, ma anche per la cultura, per i percorsi enogastronomici e per il cosiddetto “turismo congressuale”.

Da rivedere per Confesercenti Veneto anche il mondo del web e delle prenotazioni on-line in crescita esponenziale: i mediatori infatti, che gestiscono le prenotazioni via internet trattengono il 20%, quota che ovviamente non va alla struttura ricettive.

Scarica qui il dossier sulla tassa di soggiorno

 

 

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