Attenzione alla politica tariffaria dei parcheggi in città

Attenzione alla politica tariffaria dei parcheggi in città

Gestire la mobilità nei centri urbani è una sfida complessa che richiede un equilibrio tra le esigenze di trasporto e parcheggio di residenti, attività commerciali, pendolari e visitatori, mantenendo al tempo stesso la vitalità e le peculiarità proprie di ogni città. Tra i diversi strumenti utilizzabili per regolare il traffico urbano uno dei più efficaci è, indubbiamente, la tariffazione della sosta.

Si tratta di uno strumento delicato perché una tariffa inadeguata può, ad esempio, scoraggiare l’accesso ad alcune zone della città, con pesanti ripercussioni sulle attività commerciali.

No alla tariffa che cresce vicino al centro

L’idea che l’unica strategia possibile sia applicare una tariffa crescente a mano a mano che ci si avvicina al centro è palesemente sbagliata: esistono politiche, metodi e strategie alternative.

La tariffazione può essere diversificata a seconda delle differenti categorie di spazio, della durata della sosta, dell’orario e del giorno della settimana, dell’utenza ecc.

In una città che vuole aumentare la propria attrattività e sviluppare le attività commerciali è dunque opportuno riservare – oltre a spazi per la sosta di residenti e attività logistiche (carico e scarico) – una qualche agevolazione al parcheggio per lo shopping e le attività culturali.

Questo tipo di scelte richiedono, tuttavia, una chiara e più generale visione strategica che oggi, evidentemente, manca in molti Comuni, dove si affronta il problema della tariffazione dei parcheggi e numerosi sono gli esempi, anche nella provincia veneziana, di una grande approssimazione. Ne consegue la diffusa sensazione che lo scopo ultimo delle Amministrazioni locali sia solo quello di fare cassa o, nel peggiore dei casi, di complicare inutilmente la vita ai cittadini.

Tariffe parcheggi: il caso di Mestre

A Mestre è stato recentemente inaugurato, nell’area dell’ex ospedale Umberto I, a pochi metri da Piazza Ferretto e dalla nuova multisala cinematografica di Piazzale Candiani, un parcheggio da 255 posti. A più di un mese dall’apertura, l’area viene utilizzata da poco più di una ventina di auto al giorno. Il che rappresenta un fallimento totale e apparentemente incomprensibile.

Il segno evidente che bisogna assolutamente fare i parcheggi, ma che realizzare nuove aree di sosta non basta.

Il flop della politica tariffaria veneziana

Il flop dell’Umberto I si spiega, infatti, con la totale mancanza di una qualsiasi strategia di comunicazione (la segnaletica è stata adeguata solo a metà luglio) e con la tariffa, fissata ad 1 euro l’ora, indifferentemente durante tutto l’orario di apertura.

Una politica tariffaria che pensa a Mestre come una città attrattiva e ricca di funzioni in cui la domanda di sosta abbia le caratteristiche tipiche delle aree urbane pregiate.

Purtroppo questa città non esiste e bisognerebbe provare a costruirla, almeno nella percezione dei cittadini dell’area metropolitana, utilizzando come leva anche la possibilità di una sosta facile ed economica.

La tariffa di 1 euro estesa anche nelle ore notturne (fino all’1.30) si giustifica solo con la convinzione che la multisala Candiani, appena nata, in una zona difficile, con un investimento coraggioso, sia una realtà così consolidata da poter essere sfruttata, e non invece una risorsa che va incoraggiata, agevolata e fatta conoscere all’esterno anche offrendo la sosta gratuita (almeno in alcuni giorni e in alcune fasce orarie) e concordando con i gestori del cinema strategie promozionali e di marketing.

Michele Lacchin

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