Osservatorio sul commercio 2020 a Mestre: meno abbigliamento, aumentano i parrucchieri

Osservatorio sul commercio 2020 a Mestre: meno abbigliamento, aumentano i parrucchieri

Il Centro Studi di Confesercenti Metropolitana Venezia Rovigo ha inaugurato il 2020 con una rilevazione che si è svolta nel mese di febbraio e che doveva servire per valutare l’andamento delle categorie di vendita dei negozi del centro di Mestre rispetto alle rilevazioni precedenti. A causa dell’emergenza Covid-19 il dato raccolto ha assunto un valore diverso diventando immediatamente utile per valutare il pre-lockdown e, di conseguenza, l’attuale post-lockdown. I dati sono stati analizzati e comparati con la serie storica che ha inizio nel 2012 quando la percentuale di sfitti si aggirava attorno all’ 11% per poi salire fino al 22,88% nel 2016.

Su 700 vetrine, il 24, 61% sono sfitti

Qui abbiamo messo a confronto 6 delle 8 rilevazioni eseguite con la presentazione dei dati del 2012,
2016, 2017, 2019, febbraio 2020 e luglio 2020 – ha spiegato Alvise Canniello, Ufficio Sviluppo Confesercenti –  Le due rilevazioni escluse facevano riferimento ad un ‘area più piccole delle altre. Di seguito abbiamo voluto riassumere i valori più significativi con le variazioni più importanti che danno il senso di una trasformazione del centro città sia dal punto di vista dell’offerta di beni/prodotti che da quella dell’offerta di servizi alla persona”.

 

“Siamo ancora in una fase assistita del post lockdown, gli effetti insomma si vedranno un po’ più in là del tempo – ha spiegato Michele Lacchin, vice direttore Confesercenti in apertura della conferenza stampa – “Alcune tipologie di negozio e attività hanno anche avuto una sorta di vantaggio, grazie al servizio offerto durante il periodo di chiusura, come i generi alimentari e la ristorazione con il servizio di asporto. Se l’indice del 12% di sfitti in città è un dato che normalmente allarma – come nel 2012, anno di crisi profonda – il dato del 24% va letto però in modo positivo se si considera che si è aperto un nuovo mondo durante il Covid per il commercio di vicinato, che ha saputo riorganizzarsi con servizi digitali e innovativi, dal delivery alla vendita on-line, ed essere competitivi “.

Meno abbigliamento, giù le calzature, più parrucchieri

Dalle due tabelle precedenti si nota come la categoria dell’abbigliamento abbia avuto il calo di presenze maggiore tra il 2012 e il 2019 per stabilizzarsi nel 2020.
La categoria dei bar, che racchiude anche gelaterie e pasticcerie, ha segnato un’ascesa fino al 2017 per tornare nella seconda rilevazione del 2020 allo stesso livello di attività aperte del 2012.
La ristorazione ha avuto una rapida decrescita fino al 2019 per poi stabilizzarsi nella seconda rilevazione del 2020 che ha annullato la crescita dei primi mesi dell’anno in corso.
I parrucchieri sono passati dai 29 del 2012 ai 35 del 2020 con una crescita continua fino al 2017 e una stabilizzazione negli ultimi 3 anni. Le calzature hanno visto la chiusura di 6 punti vendita negli ultimi 8 anni con un calo mai arrestato.
Un ultimo focus è dedicato alla presenza di filiali bancarie passate dalle 23 del 2012 alle 18 del 2020 con conseguente abbandono delle sedi riconvertite raramente a nuove filiali o nuovi negozi (di notevoli
dimensioni).

Flussi pedonali sul centro di Mestre

Lockdown a parte, da quando si è potuto riuscire e passeggiare in città, il flusso pedonale a Mestre registra un – 36% e una quasi totale assenza di passeggio di stranieri.

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