Decreto Rilancio: credito d’imposta per la sanificazione

Decreto Rilancio: credito d’imposta per la sanificazione

Il Decreto rilancio incrementa il credito d’imposta per la sanificazione e vara un nuovo credito di imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro.

Entrambi i crediti sono cumulabili con altre agevolazioni per le medesime spese e potranno essere utilizzati, non solo in compensazione con F24, ma anche ceduti ad altri soggetti.

Lo scopo è ovviamente quello di sostenere gli investimenti e le spese sostenute per il rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19.

Il nuovo credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro è pari al 60% (con un massimo di 80.000 euro) delle spese sostenute nel 2020.

Sono ammissibili – a titolo d’esempio – le spese per interventi edilizi (necessari per adeguare gli spazi), per l’acquisto di arredi di sicurezza, per lo sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa e per l’acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti e degli utenti.

Possono accedere al beneficio gli operatori con attività aperte al pubblico quali tipicamente i pubblici esercizi, pasticcerie e gelaterie, stabilimenti balneari, alberghi e altre attività ricettive.

Ulteriori successivi decreti potranno ampliare le tipologie di investimenti ammissibili e la platea dei beneficiari.

Stranamente per questo tax credit non viene prevista l’esclusione dalla formazione del reddito, ma è probabile che questo aspetto venga modificato in sede di conversione.

CREDITO PER LA SANIFICAZIONE DEGLI AMBIENTI DI LAVORO

Il credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro, già introdotto con il decreto “cura Italia”, sale dal 50 al 60%  (fino ad un massimo di 60.000)  e precisa meglio le spese ammissibili che sono sostenute per:

  1. a) la sanificazione degli ambienti in cui viene svolta l’attività e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
  2. b) l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, ecc.) conformi ai requisiti previsti dalla normativa europea;
  3. c) l’acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
  4. d) l’acquisto e installazione di altri dispositivi di sicurezza (quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti ecc.)
  5. e) l’acquisto e installazione di dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, incluse le eventuali spese di installazione.

In questo caso (diversamente dal precedente) il credito di imposta non concorre alla formazione del reddito.

Decreto rilancio: bonus 600 euro

La seconda rata del bonus di 600 euro relativa al mese di aprile è in arrivo, in questi giorni, sui conti correnti dei soggetti già in possesso dei requisiti previsti dal “cura Italia”.

I beneficiari riceveranno un SMS di notifica e potranno quindi verificare l’avvenuto pagamento.

Il nuovo bonus per il mese di maggio va invece richiesto all’INPS e sale a 1.000 euro per le seguenti categorie di soggetti beneficiari:

  1. Liberi professionisti iscritti alla gestione separata (non titolari di pensione) che, nel secondo bimestre 2020, abbiano subito una riduzione del reddito di almeno il 33% rispetto al medesimo periodo del 2019
  2. Co.co.co iscritti alla gestione separata (non titolari di pensione) che hanno cessato il rapporto di lavoro al 19 maggio 2020
  3. Lavoratori dipendenti stagionali e  lavoratori in somministrazione del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, al 19 maggio 2020.

Sono esclusi i soggetti iscritti alla gestione commercianti e artigiani ammessi al contributo a fondo perduto.

Il decreto prevede inoltre un bonus di 600 euro valido per i mesi di aprile e maggio per i dipendenti e gli autonomi in precedenza esclusi dal “cura Italia” quali:  lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori intermittenti, autonomi, privi di partita IVA, incaricati alle vendite a domicilio.

L’INPS, ha reso noto che, per questi lavoratori sarà disponibile entro la fine del mese di maggio la versione aggiornata del servizio di invio della domanda.

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