Decreto Rilancio: si allunga la cassa integrazione

Decreto Rilancio: si allunga la cassa integrazione

Nella notte tra il 18 e 19 maggio il Presidente della Repubblica ha firmato il Decreto Rilancio che così, dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri e la bollinatura della Ragioneria dello Stato è stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entra immediatamente in vigore.

Tra le norme del decreto ci sono la proroga di ammortizzatori sociali con altre 9 settimane di cassa integrazione, aiuti a fondo perduto per le piccole aziende, il bonus per le partite Iva, lo stop alla prima rata dell’Irap per tutte le imprese fino a 250 milioni di fatturato, il reddito di emergenza, l’ecobonus al 110 per cento ed una vastissima serie di altre misure elencate in 266 articoli.

Data la vastità delle novità annunciate abbiamo deciso di approfondire le misure più importanti in singoli articoli che pubblicheremo qui nel sito internet.

DECRETO RILANCIO: cassa integrazione più lunga

 Il nuovo decreto prevede per le aziende che hanno già completamente utilizzato le prime 9 settimane di cassa integrazione previste dal decreto “Cura Italia”, di richiederne ulteriori 5 con la medesima causale e sempre entro il termine del 31 agosto.

Vengono poi previste ulteriori 4 settimane aggiuntive che però potranno essere utilizzate solo dal 1° settembre e fino al 31 ottobre.

Questa articolazione temporale (5 + 4) non opera per le aziende del settore turismo che potranno fruire delle ulteriori 4 settimane in continuità con le prime 14 (quindi 18 settimane consecutive).

 L’ampliamento della durata dell’indennizzo interessa moltissimi datori di lavoro che hanno già completamente consumato le prime 9 settimane e che hanno quindi l’opportunità di aggiungerne altre 5 e continuare nelle  sospensioni di attività lavorativa, anche fino a fine giugno.

Tuttavia va sottolineato che, per il complesso meccanismo temporale previsto, le aziende che non appartengono al settore turismo, non potranno utilizzare in continuità le ulteriori 4 settimane attivabili solo dal 1° settembre e dovranno ricorrere ad altri strumenti per coprire il ponte tra le prime 14 settimane e le successive 4.


Consigliamo pertanto di verificare per tempo, con il nostro ufficio paghe, le eventuali soluzioni


 Una importante novità dell’ultima versione del decreto (ricordiamo, ancora non pubblicato in Gazzetta ) è che i  periodi successivi alle prime 9 settimane andranno richiesti solo all’Inps, evitando di coinvolgere le Regioni e velocizzando quindi tutto l’iter della pratica.

 

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