Decreto Liquidità: novità fiscali

Decreto Liquidità: novità fiscali

Il decreto liquidità pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale contiene diverse novità in materia fiscale. La verifica, mese per mese, richiederà un supplemento di lavoro che comunque gli uffici  Confesercenti affronteranno nell’ottica di favorire quanto più possibile le imprese associate colpite dalla crisi.

SOSPENSIONE DEI VERSAMENTI DI APRILE E MAGGIO

Il decreto introduce la sospensione dei versamenti dell’Iva, delle ritenute da lavoro dipendente e
dei contributi previdenziali per i mesi di aprile e maggio 2020.
Questa sospensione scatta a condizione che i ricavi o compensi siano diminuiti di almeno il 33%.
La verifica di queste condizioni va fatta confrontando il mese di marzo e di aprile con lo gli stessi
mesi dell’anno precedente.
Se il calo dei ricavi è accertato nel mese di marzo slittano i versamenti delle ritenute e Iva di aprile.
Se la stessa condizione si è verificata nel mese di aprile scatta la sospensione dei versamenti di
maggio.
La sospensione è sempre concessa alle imprese che hanno iniziato l’attività dopo il 31 marzo 2019
(e che quindi non possono confrontare i ricavi). Tutto semplice solo in apparenza.
La determinazione dei ricavi deve infatti essere determinata con attenzione e richiede una verifica
non sempre immediata.
Un conto è infatti la determinazione dei ricavi annualmente, un altro è determinare prima i ricavi
di marzo 2019 e poi di marzo 2020 e poi quelli di aprile 2019 e di aprile 2020.
Vale per le imprese in contabilità ordinaria, che seguono il criterio di competenza, ma vale anche
per le imprese minori in contabilità semplificata, che seguono il criterio di cassa,
Ricordiamo comunque che gli importi sospesi dovranno essere versati in un'unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a partire dal mese di maggio.

SOSPENSIONE DELLE RITENUTE D’ACCONTO

Prorogata anche la sospensione della ritenuta d’acconto sui redditi di lavoro autonomo o
provvigioni, già prevista dal decreto Cura Italia e concessa alle imprese che hanno fatturato
meno di 400mila euro nel 2019 e non hanno sostenuto spese per lavoro dipendente o assimilato.
Sui compensi e sulle provvigioni percepiti tra il 17 marzo e il 31 maggio sarà quindi possibile
richiedere al proprio committente di non applicare la ritenuta che non verrà versata direttamente,
dal lavoratore autonomo o agente di commercio, in un’unica soluzione entro il 31 luglio o in 5 rate
mensili a partire da luglio.

ACCONTI DI GIUGNO

Una ulteriore disposizione favorisce la possibilità di calcolare gli acconti Irpef, Ires e Irap di giugno
con il metodo “previsionale” (senza quindi fare riferimento al reddito dell’anno precedente).
Sono infatti sanzionati solo gli omessi o gli insufficienti versamenti che si scostano di più del 20%
della somma dovuta.

PAGAMENTI PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Nuova proroga al 16 aprile, senza pagamento di sanzioni ed interessi, dei versamenti nei confronti
delle pubbliche amministrazioni già slittati con il Cura Italia al 20 marzo scorso.

CREDITO D’IMPOSTA PER MISURE ANTI COVID

Si amplia il campo di applicazione del credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti e degli
strumenti di lavoro includendo le spese relative all’acquisto: di dispositivi di protezione
individuale (mascherine, guanti ecc.); di altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori o
a garantire la distanza di sicurezza interpersonale (ad esempio, barriere e pannelli protettivi); di
detergenti mani e i disinfettanti.
Il credito suddetto c è attribuito nella misura del 50% delle spese sostenute fino al 31 dicembre
2020 e fino a un importo massimo di € 20.000.

ASSISTENZA CAF ANCHE A DISTANZA

Con riferimento al periodo dell’imposta 2019 e fino alla cessazione dello stato di emergenza
sanitaria, i soggetti titolari dei redditi di lavoro dipendente e assimilati possono gestire “a
distanza” l’assistenza fiscale dei CAF e inviare in via telematica la copia per immagine della delega
all’accesso alla dichiarazione precompilata, della documentazione necessaria e del proprio documento di identità.
Una volta cessata l’emergenza bisognerà comunque consegnare gli originali al CAF.

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