A partire dal 1° gennaio tutti i soggetti che effettuavano operazioni soggette a scontrino o ricevuta fiscale (dettaglianti e soggetti assimilati) sono obbligati alla memorizzazione elettronica e alla trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri.

Come noto, la trasmissione telematica dei corrispettivi ha già interessato, dal 1° luglio dell’anno scorso i soggetti con un volume d’affari superiore a euro 400.000.

Il nuovo appuntamento con gli scontrini telematici, che riguarda anche le partite iva in regime forfettario, coinvolge circa 1,5 milioni di operatori chiamati a sostituire o adeguare, il vecchio registratore di cassa per passare a un registratore telematico.

In realtà ancora fino al 30 giugno sarà ancora possibile mettersi in regola e mantenere in funzione il vecchio misuratore fiscale.

Il Decreto crescita, pur non concedendo proroghe, ha comunque previsto un periodo di sei mesi in cui non si applicheranno le sanzioni e durante il quale l’invio dei corrispettivi potrà essere effettuato a cadenza mensile attraverso un’apposita procedura telematica all’Agenzia delle Entrate.

Non c’è dunque molto tempo per comprendere come funziona lo scontrino elettronico e per acquistare presso rivenditori autorizzati il nuovo registratore idoneo alla trasmissione dei dati evitando le pesanti sanzioni che scatteranno inevitabilmente dopo il 30 giugno quando entrerà in vigore anche la cosiddetta “lotteria degli scontrini”.

“Nessuno può negare che i nuovi adempimenti si riflettano in un aggravio di costi sul bilancio aziendale e uno sforzo in più in termini di tempo, energie e competenze. Ancora una volta, nonostante il credito di imposta per un massimo di 250 euro previsto per l’acquisto di un apparecchio nuovo, tutto il peso, anche economico, dell’innovazione ricade solo e sempre sui commercianti” fa sapere Michele Lacchin, Vice Direttore Confesercenti Metropolitana Venezia Rovigo.

 

Per questo le strutture Confesercenti, dopo le riunioni informative che hanno avuto luogo a dicembre dell’anno scorso, sono a disposizione degli associati per chiarire eventuali dubbi e fornire assistenza e aiuto.

“E’ quanto possiamo fare per cercare di ridurre i disagi causati dall’ennesima “una tantum” richiesta alle piccole attività” conclude il vicedirettore.

 

Gli unici per i quali non cambia nulla sono i consumatori che riceveranno, al posto del vecchio scontrino, un documento valido ai fini commerciali (ad esempio per esercitare i diritti di “garanzia” sui prodotti) che, se richiesto, potrà avere anche valenza fiscale attraverso l’inserimento del proprio codice fiscale (come con i vecchi scontrini “parlanti”). Il “documento commerciale” andrà conservato anche per eventuali resi, infatti il nuovo registratore telematico dovrà necessariamente emettere uno scontrino elettronico di “reso” o di “annullo” contenente gli estremi dello scontrino emesso originariamente.