Il nuovo e unico hotel 5 stelle plus di Mestre, nell’ex palazzo Telecom e accanto al polo museale dell’M9, nel cuore del distretto del commercio, il recente investimento di Alì Spa nella ferita dell’ex area Umberto I e il rifacimento, di prossima conclusione, del mercato ambulante fisso in via Fapanni rappresentano il cuore pulsante di una città che Maurizio Franceschi non esita a definire “unico esempio nell’area del Nord Est a rappresentare la città dell’innovazione e del contemporaneo”.

“Bisogna credere in questa città che ce la sta mettendo tutta. Lo diciamo da tempo che Mestre è al centro di una forte rigenerazione urbana le cui trasformazioni, tra le più innovative in Veneto, stanno producendo, seppur lentamente, i primi positivi effetti. E la notizia dell’ormai imminente costruzione dell’albergo 5 stelle plus proprio nel cuore di Mestre, unico in terraferma, è nettamente un chiaro segnale in questa direzione a conferma che il sistema-città sta iniziando ad avere una forza attrattiva agli occhi degli investitori – spiega il Direttore Maurizio Franceschi – E’ questa una tappa fondamentale perchè si potrà passare dalle idee progettuali al progetto vero e proprio, ed insieme alle altre aree del centro oggetto oggi di rigenerazione urbana possiamo dire, che tassello dopo tassello, prende corpo la configurazione di questa città contemporanea anche grazie ad imprenditori lungimiranti e coraggiosi che ci investono, intravedendo le potenzialità che essa può esprimere”.

“ Una città – prosegue il direttore della neo Confesercenti Metropolitana Venezia Rovigo – che seppur con ferite ancora aperte e con una situazione difficile per il commercio sotto gli occhi di tutti, ha saputo progettare e sta realizzando la propria rinascita. Tenendo perciò bene a mente le difficoltà e le zone d’ombra che ancora permangono, dobbiamo avere la capacità di visione e di cogliere questo epocale processo di trasformazione in modo complessivo: entro due anni infatti, i progetti che oggi sono ancora cantieri e che a volte si stenta a coglierne l’omogeneità, saranno portati a compimento e daranno a Mestre una nuova identità basata sull’elemento dell’innovazione, del turismo e della cultura con ricadute necessariamente positive sull’intera comunità cui apparteniamo in termini di occupazione e di rilancio commerciale”.