Città Metropolitana: deve essere uno strumento di sviluppo

Città Metropolitana: deve essere uno strumento di sviluppo

In occasione della prima seduta della Città Metropolitana, evento accolto positivamente anche da Confesercenti Venezia che da anni la ritiene necessaria  per promuovere lo sviluppo del territorio e mantenere relazioni forti con tutti i livelli di governo, il Direttore di Confesercenti Venezia, Maurizio Franceschi, dichiara: “Temo che la città metropolitana sia chiusa nell’orizzonte dell’antica Provincia e che il nuovo Ente sia percepito esclusivamente come finalizzato al coordinamento dei Comuni e alla soddisfazione di alcune particolari e specifiche esigenze dei cittadini. Una forma, solo un po’ più nuova e “importante”, della Provincia che indebolirebbe il reale significato e la legittimazione sostanziale delle città metropolitane”.

Per il Direttore di Confesercenti Venezia infatti, la Città Metropolitana non può essere solo un Ente di governo e gestione in grado innanzitutto di assicurare economie di scala e maggiore efficienza nell’esercizio delle funzioni comunali, ma la finalità principale deve essere quella di assicurare lo sviluppo strategico del suo territorio e metterlo in condizioni di attrarre nuovi investimenti, nuovi insediamenti culturali, scientifici e produttivi.

“In molti credono che la città metropolitana possa assicurare al comune capoluogo una sorta di “dominio sul territorio” a scapito delle comunità locali. Si tratta di un errore dovuto proprio al fatto che il nuovo Ente viene considerato prevalentemente una nuova forma di governo del territori e non, piuttosto, uno strumento di sviluppo del territorio – conclude il Direttore Franceschi, che proprio alcuni giorni fa ha fatto recapitare al Sindaco Brugnaro una lettera in cui si riassume la posizione di Confesercenti sulla Città Metropolitana –  “Per correggere questo errore di prospettiva credo quindi che la futura normativa statutaria debba muovere dalla consapevolezza che la città metropolitana è un ente territoriale le cui finalità, come le sue funzioni fondamentali, sono limitate e tutte incentrate intorno all’obbiettivo di una condivisa ipotesi di sviluppo sostenibile ed equilibrato: un’ opportunità da non perdere per rimettere in moto il sistema economico-produttivo e che pertanto richiede, prima ancora che risorse, la capacità della classe dirigente di interpretare correttamente le vocazioni del territorio e definire un comune percorso di sviluppo”.  

 

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