Pulizia e igiene degli ambienti commerciali: chiarimenti

Pulizia e igiene degli ambienti commerciali: chiarimenti

Il DPCM del 27 aprile (allegato 5) dispone che nelle attività commerciali pulizia e igiene ambientale con frequenza almeno due volte giorno ed in funzione dell’orario di apertura.

A questa prescrizione si aggiunge, quanto previsto dal Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 24 aprile, ovvero l’obbligo dell’azienda di assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago.

 Inoltre, nelle aree geografiche a maggiore endemia (come indubbiamente il Veneto) o nelle aziende in cui si sono registrati casi sospetti di COVID-19, in aggiunta alle normali attività di pulizia, è necessario prevedere, alla riapertura, una sanificazione straordinaria degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni, ai sensi della circolare 5443 del 22 febbraio 2020. 

 In tale protocollo, non viene specificato in dettaglio cosa si debba intendere operativamente per pulizie, operazioni di sanificazione o sanificazione periodica, come non vengono indicate periodicità perentorie al di là di quanto genericamente riportato (giornaliere e/o periodiche), lasciando libera scelta al Datore di Lavoro di come svilupparle ed attuarle in relazione alla propria realtà lavorativa.


Non c’è quindi necessariamente bisogno di una ditta specializzata, ma unicamente di seguire le indicazioni della Circolare n.5443 del 22 febbraio 2020 (nel caso di accertata presenza di un caso Covid-19).

Quali prodotti per la decontaminazione degli ambienti?

Ecco cosa dice: a causa della possibile sopravvivenza del virus nell’ambiente per diverso tempo, i luoghi e le aree potenzialmente contaminati da SARS-CoV-2 devono essere sottoposti a completa pulizia con acqua e detergenti comuni prima di essere nuovamente utilizzati. Per la decontaminazione, si raccomanda l’uso di ipoclorito di sodio 0,1% dopo pulizia. Per le superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, utilizzare etanolo al 70% dopo pulizia con un detergente neutro. Durante le operazioni di pulizia con prodotti chimici, assicurare la ventilazione degli ambienti.

Tra i prodotti a base di cloro attivo utili per eliminare il virus c’è la comune candeggina, o varechina, che in commercio si trova al 5-10% di contenuto di cloro. Dobbiamo quindi leggere bene l’etichetta del prodotto e poi diluirlo in acqua nella giusta misura (ad esempio per 2,5 litri di detergente ci saranno 2,45 di acqua e 0,5 di prodotto al 5%).

Obbligo di protezione per chi pulisce gli ambienti

Se quindi i prodotti non sono particolarmente difficili da reperire va tuttavia notato che (sempre ai sensi della circolare n. 5443) le operazioni “devono essere condotte da personale che indossa DPI (filtrante respiratorio FFP2 o FFP3, protezione facciale, guanti monouso, camice monouso impermeabile a maniche lunghe, e seguire le misure indicate per la rimozione in sicurezza dei DPI (svestizione).

E’ quindi necessario che, se questa mansioni vengono svolte da personale interno, questo sia adeguatamente formato e fornito dei necessari DPI, e che, di conseguenza, il DVR sia aggiornato con queste nuove mansioni potenzialmente rischiose. Inoltre i locali andranno adeguatamente arieggiati primo di poterli riaprire al pubblico.

Credito d’imposta per ditta specializzata

Ricordiamo infine che il costo dell’intervento di una ditta specializzata può essere ridotto ricorrendo al credito d’imposta del 50% per questa tipologia d’interventi

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