Fase 2: ampliamento plateatici con sgravi fiscali

Fase 2: ampliamento plateatici con sgravi fiscali
Confesercenti Metropolitana di Venezia e Rovigo sollecita con una lettera i Sindaci del veneziano e rodigino per costruire e condividere insieme le modalità con cui favorire la “Fase 2”, cioè la ripresa delle attività commerciali una volta superata l’attuale emergenza sanitaria.
Crediamo sia giunto il momento di elaborare un piano territoriale per dare un aiuto immediato e concreto alle attività commerciali che hanno subito i maggiori danni e per sostenere chi verrà ulteriormente penalizzato dalle misure di distanziamento sociale che certamente saranno previste nella cosiddetta “Fase 2 – scrive nella lettera inviata ai Sindaci, la Presidente Confesercenti, Cristina Giussani – Come è evidente, le misure di distanziamento e la necessità di evitare gli assembramenti, sono condizioni particolarmente onerose per numerose piccole attività dalle superfici ridotte che pure hanno estrema necessità di riaprire al più presto. Per queste imprese – grazie anche alle favorevoli condizioni climatiche – riteniamo potrebbe essere utile favorire al massimo l’utilizzo degli spazi antistanti le attività con l’unico limite del rispetto delle norme di sicurezza. Dunque, modalità estremamente rapide e semplificate per la presentazione delle istanze di nuova concessione e/o di ampliamento delle concessioni esistenti, accompagnata dall’esonero dalle tariffe Cosap, renderebbero possibile l’aumento temporaneo delle superfici di vendita e di somministrazione ad un elevato numero di imprese sia del commercio che della somministrazione oggi in grave difficoltà”.
Un altra proposta che Confesercenti porta sul tavolo dei Sindaci, è quella di istituire un fondo per il rimborso delle spese sostenute dalle imprese per l’acquisto di dispositivi di sicurezza e per la sanificazione dei negozi.
L’Associazione sottolinea inoltre, che un ulteriore modalità per rispondere alle norme sul distanziamento e alla riduzione degli spostamenti dei consumatori, è rappresentata dalla consegna a domicilio che, soprattutto le attività alimentari, hanno già sperimentato positivamente in questa prima fase, contribuendo anche ad alleviare i disagi della cittadinanza.
Questa opportunità può essere estesa anche nella “Fase 2” – conclude Giussani – Va tuttavia impedito che, soprattutto nei settori “non alimentari” il binomio costo/competenze freni l’adozione di servizi che possono apparire organizzativamente complessi per piccole attività. La diffusione della consegna a domicilio può quindi essere favorita, anche in questo caso, dall’introduzione di specifiche agevolazioni fiscali e dalla riduzione dei tributi locali”. 

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