Coronavirus: Come devono comportarsi i datori di lavoro?

Coronavirus: Come devono comportarsi i datori di lavoro?

Sono numerose le richieste di informazioni che sono arrivate in queste ore agli Uffici Confesercenti da parte delle aziende associate alle prese con l’emergenza Coronavirus.

Abbiamo deciso di pubblicare le domande più frequenti con le relative risposte elaborate dal nostro Ufficio Lavoro cui è possibile rivolgersi per ulteriori chiarimenti – posta elettronica ufficio.paghe@confve.it; tel 041-5802210.

 

D.: La psicosi che è seguita all’evoluzione dell’epidemia ha comportato un fortissimo calo delle vendite. Posso esonerare i dipendenti dalla prestazione lavorativa?

R.: è possibile collocare il lavoratore la cui presenza non è necessaria per ragioni produttive o di organizzazione in astensione dal lavoro retribuita, suggeriamo di contattare l’ufficio lavoro per valutare la procedura.

 

D.: Alcuni dipendenti si rifiutano di venire al lavoro per paura del Coronavirus. Come mi devo comportare?

R.: Al momento la paura del contagio non può essere considerata un effettivo e legittimo impedimento. Pertanto nei confronti del dipendente che non dovesse recarsi al lavoro con questa motivazione può scattare l’addebito disciplinare per assenza ingiustificata.

 

D.: Devo tutelare in qualche modo i miei dipendenti dal pericolo di contagio?

R.:  A titolo precauzionale – visti l’art. 2087 del Codice civile e il D.lgs. 81/2008 che prevedono l’obbligo del datore di lavoro di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori – è bene che le imprese valutino possibili misure di prevenzione per fronteggiare questo momento e permettere ai lavoratori di svolgere le loro attività in tranquillità

In GU sono stati pubblicati i provvedimenti del Ministero della Salute e del Presidente del Consiglio dei Ministri che danno indicazioni sulle misure profilattiche più idonee. In conformità con esse il datore di lavoro, dopo aver consultato il professionista col quale ha redatto la valutazione dei rischi, dovrà invitare i propri dipendenti a ricorrere alle necessarie misure preventive per evitare la diffusione delle malattie trasmesse per via respiratoria, ovvero: lavarsi frequentemente le mani; porre attenzione all’igiene delle superfici; evitare i contatti stretti e protratti con persone che presentano sintomi simil-influenzali.

Oltre all’accurata pulizia degli spazi e delle superfici con appositi prodotti igienizzanti, quando richiesto dall’attività svolta potranno essere messi a disposizione dei dipendenti erogatori di gel antibatterici, guanti, mascherine protettive e altri dispositivi di protezione.

Non è al momento necessario un adeguamento del documento di valutazione dei rischi ma è opportuno – se non è possibile fornire indicazioni specifiche – quantomeno distribuire i materiali raccomandati dal Ministero.

Vedi anche: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_433_0_alleg.pdf ;

raccomandare ai dipendenti  di seguire con scrupolo le indicazioni della Regione ed i relativi aggiornamenti sul sito https://www.regione.veneto.it/article-detail?articleId=4275256

 

D.: L’Ordinanza regionale ha sospeso le attività di formazione. Come fare con eventuali tirocinanti, stagisti o apprendisti?

R.: Al momento, tutte le attività didattiche (comprese quelle riconosciute e quelle a libero mercato) sono sospese fino al 29/02/2020 compreso. Rimane esclusa solo l’attività formativa a distanza. Sono pertanto sospese anche le attività formative esterne all’impresa per apprendisti e lavoratori occupati.

Per le attività svolte presso le imprese così come per i tirocini extracurricolari si rimanda alle decisioni prese dalle stesse imprese o eventuali specifiche disposizioni delle autorità competenti.

 

D: Sono previste forma di aiuto per le imprese?

R.: Il ministro del lavoro Catalfo ha anticipato la possibilità di accedere alla cassa integrazione come strumento per aiutare le aziende che avranno problemi per l’assenza dei dipendenti. Ha anche prospettato l’estensione delle causali che regolano i Fondi di Integrazione Salariale – FIS per le imprese che non rientrano nell’ambito della cassa integrazione, e comunque l’allargamento della cassa integrazione, in deroga anche per chi può fruire soltanto della cassa straordinaria, non computandole nei termini massimi di cassa integrazione o FIS.

Sono in via di valutazione soluzioni per il sostegno al reddito dei dipendenti delle aziende con meno di 5 addetti, dei lavoratori stagionali, dei lavoratori autonomi, attualmente esclusi dagli istituti.

Queste misure interesseranno sia le zone rosse che quelle gialle, in modo da supportare anche quei lavoratori che vivono lontano dai focolai ma devono restare a casa a causa delle aziende chiuse, e che non possono lavorare in smart-working per il tipo di mansione svolta.

Confesercenti, presente ai tavoli di concertazione territoriali e nazionali, ha chiesto nel recente incontro con il governatore Zaia che le misure che verranno previste siano estese a tutta la Regione, anche al di fuori delle zone direttamente colpite dal contagio.

Ha inoltre sollecitato l’adozione di altre misure a sostegno delle imprese, come l’accesso facilitato al Fondo di Garanzia, la sospensione del pagamento delle bollette elettriche e delle utenze in generale; l’introduzione di contributi per la ripresa delle attività una volta accertati i danni e la sospensione dei pagamenti delle rate dei mutui bancari grazie a un accordo con l’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana.

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